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interviste al Dirigente Strusi e coach Calore.

Sabato 21 Ottobre 2017

E’ un altro innamorato del basket, che ha praticato tanto. Lasciate le scarpette al classico chiodo, è restato nell’ambiente e da anni si dedica ad accompagnare le sue squadre ovunque, come dirigente. Quelli del Cus Jonico non possono e non vogliono farne a meno. E’ Stefano Strusi, un nome ed una garanzia di devozione e serietà!! Da buon esperto dei campionati B e C, gli chiediamo un commento ed un’opinione sull’attuale:

“diciamo che questo nostro di serie C Silver, non rispecchia la consonante, perché è di livello superiore rispetto a ciò che si poteva immaginare, per la presenza di atleti bravi che non trovano molto spazio in B, per questioni di ingaggio ed anche per quella degli stranieri comunitari che ne elevano il livello dello spettacolo. Difficilmente, infatti, troveremo squadre cosiddette “cuscinetto”.

E’ sufficiente che un roster sia composto da 5 buoni giocatori più un paio di cambi della stessa altezza ed il gioco forte è fatto.”

C’è, però, una norma che non riesco proprio a decifrare ed a condividere, quella della possibilità di tesserare in serie C stranieri, ancorchè comunitari (almeno quello), mentre in serie B ciò non è permesso. Non dovrebbe essere forse il contrario, anche per far crescere meglio i nostri?

“In effetti dovrebbe essere così ma la Federbasket considera la serie B, come fucina di crescita dei nostri ragazzi più promettenti in proiezione dei campionati maggiori. Ciò comunque non avviene sempre perché in serie B si cimentano ancora giocatori “datati” che vengono a svernare per non voler ancora rassegnare le dimissioni dal basket giocato. Non è raro, perciò, che quadre di serie C, dotate di 2 buoni stranieri facciano fare magra figura ad alcune di serie B.”

Quindi ricapitolando, la Federbasket dice che solo la serie B è la piattaforma per la crescita ed  il lancio dei giovani italiani di promesso talento mentre nelle altre serie inferiori, C e D è un optional per le società. A questo punto, però, siccome le società intendono sempre gareggiare al meglio, gioco forza fanno leva sugli stranieri e quindi l’eterno slogan “largo ai giovani italiani” va a farsi benedire. Mentre in B “crescono” fior di giovani 40enni ed oltre!!!!!Bah!!!!

“Tiremm inannz” disse il lombardo Sciesa! Dall’accompagnatore ci rivolgiamo al conduttore, cioè coach Francesco Calore, con cui il dialogo è condito di bonomia e interessante saggezza.

Il nostro, infatti, è laureato in ingegneria informatica che coniuga bene con l’ingegneria cestistica sin dai tempi bolognesi e dintorni in quella terra dove si mangia “tortelli e basket”.

“In quella bella terra sono stati 12 anni proficui, per studio e basket. Ho fatto esperienza nel settore giovanile, sponda Virtus, a Castelmaggiore, a Lugo (Ravenna) come vice coach dove abbiamo vinto il campionato di C, a Granarolo come capo allenatore in serie D, con una squadra composta del settore giovanile che, in precedenza, avevo cresciuto. Eravamo chiamati i “lattai” per assonanza con il celebre formaggio. Ovviamente da quelle parti non c’è bisogno di andare a pescare giovani talenti fuori zona visto che c’è un florido vivaio ed è cosa buona e giusta.”

Veniamo a noi, all’esperienza che stai vivendo qui con il nostro Cus. E’ stimolante, penso?

“Decisamente! Dobbiamo crescere insieme tutti! Io metto a frutto le buone esperienze emiliane e quella della stagione scorsa in B, come vice ed ho accettato volentieri la scommessa.

L’esperienza nella nostra serie C “silver” di Puglia è certamente unica nel suo genere in Italia, mentre nelle altre regioni c’è anche la “gold”. Quindi l’investimento in risorse economiche per allestire un roster competitivo in una C Silver è maggiore perché è necessario ingaggiare almeno due buoni stranieri se si vuole essere competitivi. E’ però un’arma a doppio taglio in quanto si toglie spazio ai giovani del territorio. Per fortuna noi abbiamo diversi buoni prospetti del vivaio”.

Conti alla mano, dopo quattro giornate, 2 vittorie e poi altrettanto sconfitte. Pari e patta!!

“Il classico bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto! Le attenuanti, però, non mancano con gli infortuni, vedi De Pasquale e le assenze “forzate”, come quella di Emanuel Pellot-Valentin, il nostro centro portoricano di scuola USA, a causa di procedure burocratiche un po' complesse.”

Questo è un altro caso da psicanalizzare nel burocratese. Il ragazzo si è sposato con un’italiana, ha la nostra carta d’identità con su scritto “residente in Taranto” ma non riesce ad avere il permesso di soggiorno, indispensabile per essere schierato in campo. Bah!!!

Egregio dottor Calore, insomma questa C Silver pugliese è piuttosto tosta e competitiva?

“Lo è decisamente! Le nostre due sconfitte sono maturate da due squadre di buon livello, Ruvo in esterno ed Altamura in casa. Quest’ultima è squadra molto pericolosa vicino a canestro che ha fatto valere tutta la sua fisicità. Dove noi non riuscivamo a competere per i motivi sopra descritti.

I nostri under hanno naturalmente bisogno di più tempo per essere in grado di giocare senza far calare l’intensità della chimica di squadra. I senior, quindi, hanno il compito più gravoso di un minutaggio maggiore, com’è accaduto al buon De Pasquale che si è speso tanto, in attesa di Pellot.

E’ pur sempre un problema di buona disponibilità di rotazione dei giocatori a disposizione.

Con Ruvo è successo il contrario. Ci siamo impegnati bene nel primo periodo a tenere sotto controllo il loro lungo lituano ma poi ci hanno colpito con gli esterni. Insomma la coperta corta.”

Vabbè, questo è il passato! Veniamo ora a domenica prossima contro il Mola. Altro osso duro?

“Ritorniamo in una trasferta non facile. Mola ha lasciato la posta in palio al Palatifo di Castellaneta al termine di una gara durissima, vinta dai valentiniani di Leale con la forza della volontà. Per noi non sarà facile, con i problemi di infermeria che abbiamo ma dobbiamo reagire per ritrovare il sorriso della vittoria e per questo occorrerà grande sacrificio di tutti, under compresi, dai quali ci aspettiamo più intensità e qualità durante l’arco dei 4 tempi.

Per crescere bene tutti insieme, bisogna aumentare l’autostima e quella reciproca. Ci stiamo lavorando per incrementare i minuti di buona intensità sia difensiva che offensiva.”

Toni Cappuccio