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Cus Jonico TA, intervista presidente Sergio Cosenza

Giovedì 20 Settembre 2018

A quasi due settimane dall’inizio del campionato il presidente del sodalizio rossoblu fa un’analisi sulle scelte di mercato e sulla stagione che verrà: “Vogliamo essere protagonisti”

 

Gli allenamenti proseguono a ritmi serrati, il Cus Jonico Basket Taranto nel prossimo week end è atteso da una doppia amichevole nel Memorial Gentile quadrangolare contro i padroni di casa della Cestistica Ostuni, la Dinamo Brindisi e l’Action Now Monopoli. È un momento particolare all’alba della nuova stagione in cui il presidente Sergio Cosenza traccia un bilancio del campionato che verrà nell’intervista con il giornalista Toni Cappuccio.

 

Presidente, che stagione dobbiamo aspettarci? Lo scorso anno è stata un po’ una sofferenza con la salvezza conquistata ai playout anche se poi è arrivata l’ammissione nella più qualificata serie C Gold.

E’ vero! Dimentichiamoci della scorsa stagione, in cui abbiamo commesso qualche errore nella gestione ambientale, tecnica e societaria, nonostante la nostra più che quarantennale esperienza.

Succede nelle migliori famiglie ma, nel nostro caso, ci sono certamente delle “attenuanti generiche ma anche specifiche”. Ha influito anche l’aver cambiato sede di gioco, passando dal PalaMazzola che gestivamo in prima persona al Palafiom con gli allenamenti all’Istituto Tecnico Pacinotti e di tanto in tanto come ora in fase di preparazione al tensostatico dell’Archimede ma si sicuro ci sono stati degli sbagli che speriamo di non ripetere”.

L’adagio popolare suggerisce che dagli errori bisogna trarre insegnamenti per non farne più?

“L’anno scorso abbiamo sbagliato alcuni acquisti e, forse, abbiamo tardato a porre qualche rimedio per correggerli. Coach Calore non è riuscito a trovare la giusta chimica di squadra per fare un po' meglio, anche se il roster non era proprio all’altezza, per cui, com’è noto, in corso d’opera abbiamo stravolto la squadra affidandola a Giulio Caricasole nella doppia veste di allenatore e responsabile del settore giovanile Virtus”.

Quali aspettative dalla stagione alle porte?  

“Intanto, abbiamo riconfermato coach Giulio Caricasole, che così potrà essere da collante con la nostra “cantera” la Virtus. Giulio aveva dimostrato, nella seconda parte del campionato scorso, di essere all’altezza del compito, per spiccata personalità, buona competenza ad allenare e, cosa importante, a saper gestire la squadra durante le partite. Quindi, con il coach, il ds Vito Appeso ed il dg Roberto Conversano si sono messi a tavolino ed hanno studiato bene il mercato alla ricerca di giocatori che potessero rispondere al campionato che disputeremo. Ci siamo affidati all’est europeo con Dusels, lungo lettone cl.’89 da Ceglie, Simaitis, guardia lituana cl.94 con buoni punti nelle mani, e poi le qualità di Baraschi, play romano cl.’92 da Ostuni, Martignago, centro veneto di 2,07, cl.93, l’altro lungo Alessandro Tabbi, cl.’94 siciliano di Licata, che torna con coi dopo la stagione 2014/2015 e il riconfermato giovane play torinese cl.’96 Matteo Giovara che si è ambientato bene a Taranto”.

In pratica un roster tutto nuovo e di qualità che dovrebbe galvanizzare l’ambiente e gli appassionati di basket che nella nostra terra jonica sono parecchi. Non ci sarebbero alibi?

“Non dovrebbero esserci! Il condizionale è d’obbligo. Contiamo di fare una stagione di sviluppo dopo quella scorsa di difficile transizione, con l’intento di riempire il Palafiom, come ai bei tempi.

E’ importante, come sempre, l’inserimento dei ragazzi del vivaio Virtus, nel solco della buona considerazione che si è conquistato in campo nazionale con la partecipazione ai campionati nazionali di categoria”.

Il connubio con la Virtus è sempre importante e ancor più cementato con la figura di coach Caricasole e l’esperienza dei dirigenti e allenatori orange vero?

“Sicuramente, a cominciare dal presidente Enzo Festinante e dal dirigente responsabile Francesco Stola, Ciccio per tutti. E’ sempre importante avere un vivaio promettente, perché esso ci ha procurato sempre una buona reputazione. Cosa che serve molto nel contesto nazionale come segno di buona qualità societaria, dandoci anche la possibilità di contenere i costi di gestione, anche della prima squadra nei confronti della tassazione federale”.

Domanda d’obbligo: come si presenta la C Gold quest’anno e cosa potrà fare il Cus?

“Il livello tecnico si è ancora di più elevato. Il nostro girone è tutto pugliese, con le solite 4/5 squadre in grado di lottare per la promozione diretta in serie B. Gli organici di alcune squadre sono molto forti, con buoni giocatori che “scendono” dalle categorie superiori. Noi, questa volta, non ci facciamo trovare impreparati e siamo più consci e consapevoli di poter lottare per la zona play off, cercando di far fede a questo pronostico...questa volta”.

Toni Cappuccio